16 marzo 2022

Metti una cena con Lorenzo Cogo

by Fulcrum Wheels

Siamo stati ospiti dello Chef stellato nel suo “Lorenzo Cogo Social Club”: «Il ciclismo? Mi aiuta a riflettere ed è un antidoto allo stacanovismo»

Entri al Lorenzo Cogo Social Club e la prima cosa che ti salta all’occhio è una bici da corsa appesa alla parete. Non può sfuggire allo sguardo la banda rossa delle ruote che la equipaggiano: sono le nostre Speed 55 DB. Tutti i componenti della bicicletta sono made in Veneto, a partire dal telaio realizzato da Sarto. Con un tocco in più di “vicentinità”: la livrea richiama, infatti, le squame del merluzzo, il pesce da cui si ottiene il baccalà, piatto simbolo del territorio. L’ha espressamente voluta il giovane chef stellato padrone di casa, Lorenzo Cogo appunto. È grazie al rapporto che ci lega a lui e all’opportunità di collaborare con gli amici di Sarto che è nata questa bici totalmente personalizzata: un pezzo unico e d’eccezione, di altissima qualità. «Le emozioni che provo nell’ammirarla – confida Lorenzo – si trasferiscono poi sulla strada, quando sono in sella: vorrei che anche i miei clienti, pur vedendola soltanto appesa al muro, potessero in qualche modo “assaporare” quelle emozioni».
© Max Iezzi
Due ruote, due (anzi tre) passioni
Poco più in là, in questo esclusivo attico che domina la città di Schio ed è il cuore della nuova sfida gastronomica di Lorenzo Cogo, sono esposte una vecchia Battaglin, la sua prima bici da corsa, e un’altra bicicletta sui rulli. È firmata El Coq, il suo marchio: un regalo dell’amico Matteo Marzotto. Insomma, al Social Club si respira ciclismo a pieni polmoni. Del resto, è una delle passioni (assieme alle moto, di cui è stato precoce e promettente campione) di questo plurititolato asso della cucina. «Esco in bici tre giorni alla settimana, alternati ad altri tre in palestra – racconta Cogo –: sono convinto dell’importanza della forma fisica per stare bene con se stessi e con gli altri. Sono sempre stato un gran mangione, il che ti aiuta a diventare un grande cuoco, perché memorizzi tutti i gusti, ma, quando a 14 anni il peso incominciava ad aumentare un po’ troppo, ho iniziato ad andare in piscina, per poi dedicarmi alla moto. Il ciclismo? L’ho scoperto “solo” nove anni fa. Da allora, la bici ha, per me, un ruolo molto importante: mi permette di riflettere e calmarmi, con evidenti ricadute positive quando sono in cucina. È un antidoto contro lo stacanovismo, che rischia di farti perdere il contatto con la realtà». 
© Max Iezzi
Salute e performance
Una sorta, dunque, di cambio di filosofia. «Ciò che voglio fare, anche attraverso i miei profili social, è comunicare salute – spiega Lorenzo –: fare sport e mangiare bene sono fattori fondamentali per recuperare e conservare il proprio equilibrio. Insomma, per vivere bene. Come fa uno chef a comunicare questi valori se non ha lui, per primo, un aspetto salutare? È per questo che fare sport è parte del mio lavoro». Quanto al suo approccio alla performance sportiva, lo chef vicentino classe 1986 confida: «Di natura sarei molto competitivo. In bici preferisco, tuttavia, tenere regimi medi e controllati: aiutano a bruciare i grassi e a mantenere quella massa muscolare che mi serve per essere più performante quando mi alleno in palestra. Durante il lockdown del 2020, quando sfidavo su Zwift i campioni della moto Melandri ed Espargaró, mi è capitato proprio di “spomparmi” troppo. Sui rulli preferisco, quindi, usare tabelle di allenamento di 30 minuti. Quel che è certo – sottolinea – è che la bici richiede costanza: se stai fermo quindici giorni, poi è dura riprendere. L’allenamento continuo, invece, ti permette di ottenere performance sempre più brillanti. E più vai in bici, più l’entusiasmo cresce: si crea una sorta di dipendenza benefica, che ti spinge ad andare sempre più forte, in una sfida continua con te stesso».
© Max Iezzi
Un invito a cena con la bici al centro
Teatro della chiacchierata con Lorenzo è stato il Social Club. «È una nuova attività, che si affianca alla mia società di consulenze in ambito ristorativo – spiega –. Volevo un ambiente in cui le persone venissero per il gusto dello stare insieme, sentendosi a casa. Un target diverso da quello che ho prevalentemente avuto finora, cioè chi si rivolge esclusivamente a ristoranti stellati. Qui si respira l’aria della trattoria, vivendo però un’esperienza di alta cucina. Si può venire con gli amici, da un minimo di otto a un massimo di dodici persone, oppure in serate dedicate a gruppi misti, sempre per una dozzina di persone al massimo».
© Max Iezzi
All’esterno ci sono piscina e zona bar per l’aperitivo. Dentro, invece, lo spazio è dominato dal grande tavolo per i commensali. Trovano posto anche un divano per rilassarsi, l’area videogiochi e un calciobalilla, per divertirsi tra una portata e l’altra. Tutt’intorno c’è la vita di Lorenzo tra bici, tute da motociclismo (con il numero 62, l’anno di nascita del padre) le sue giacche e i suoi grembiuli da chef. «Come suggerisce il nome, il Social Club è un invito a trascorrere una serata con me – chiosa –: quando non sono impegnato in cucina, dialogo e bevo un bicchiere con i presenti, in un clima informale e di grande socialità, e spesso, molto spesso si parla di bici». Mentre conclude il suo pensiero, chef Cogo impiatta la portata speciale ideata e preparata live per noi di Fulcrum: baccalà salato e poi dissalato su letto di kiwi fermentato, accompagnato da pezzetti di kiwi, maionese ai capperi, capperi interi, cipolla rossa in agrodolce, foglie di cappero in agrodolce, cardamomo verde e un filo d’olio. Un trionfo per il palato e una gioia per gli occhi. Le Speed 55 DB vegliano su di noi ma, per questa volta, la velocità lascia il posto a una gustosa lentezza.
© Max Iezzi