31 marzo 2022

Intervista doppia al Team Buff-Megamo sulla Cape Epic 2022

Alle fine di una difficile Cape Epic 2022 ci siamo seduti a tavolino con il team per farci raccontare la gara e le sue sfaccettature

La terra e la polvere sono appena ricadute sui sentieri sudafricani dopo un’altra grandissima edizione della Absa Cape epic. Siamo orgogliosi di essere stati della partita dopo un breve periodo di pausa. Siamo stati presenti moltissime volte in passato, compresa l’ultima grande esperienza che abbiamo fatto insieme alla coppia José Antonio Hermida and Joaquim 'Purito' Rodríguez nel 2018.

Questa volta siamo tornati con una “grande coppia” - le nuove Red Zone Carbon. Si tratta del nuovo prodotto che forniamo ai nostri atleti del team BUFF-MEGAMO per le competizioni. E alla Cape Epic, più che altrove, è richiesta la massima performance e assoluta affidabilità. 

Un’occasione speciale appunto in cui entrambe le coppie del team BUFF-MEGAMO hanno pedalato con Red Zone Carbon con una livrea custom abbinata alla maglia speciale realizzata con i colori originali Buff. La prima coppia, formata da Hans Becking e José Dias, ha dato spettacolo assicurandosi un quarto posto assoluto, mentre Enrique Morcillo e Hugo Derchou hanno dato tutto prima che un inconveniente fisico li ha costretti all’abbandono. Derchou ha comunque finito la gara in solitaria, ma la coppia è stata comunque fondamentale nei primi giorni di gara a supporto del Team1.

Un’esperienza indimenticabile per tutti, nonostante tutto. Abbiamo avuto l’opportunità di fare qualche domanda alle due coppie in un’intervista doppia piuttosto divertente. Eccola qui, tra impressioni di gara e qualche storia inaspettata da dietro le quinte!

Ndr: HB-JD=Hans Becking e José Dias, EM-HD=Enrique Morcillo e Hugo Derchou 
 
 
Cosa rende la Cape Epic differente da tutte le altre gare?
HB-JD: Probabilmente l’attenzione mediatica, tantissimi seguono la corsa. Un’ottima occasione per mettersi in mostra. Anche il fatto che sia l’unica lunga otto giorni la rende speciale.
EM-HD: È LA GARA. Ci sono tutti i rider migliori, sono 700 km in 8 giorni. Tutto il mondo della MTB la guarda.
Qual è la cosa più stressante? La lunghezza delle tappe, il caldo o le difficoltà tecniche del tracciato
HB-JD: La routine giornaliera, sicuramente è difficile recuperare. Direi che è un’altalena emotiva e fisica, con fasi diverse da una giornata all’altra.
EM-HD: Tutto insieme… la combinazione di lunghezza, caldo e gli otto giorni di competizione.
  
Quanto conta la strategia prima e durante la gara? Quanto è importante la presenza di un secondo team
HB-JD: Puoi fare tutti i piani del mondo, ma devi avere la forza e le gambe che servono. No watts no party! Puoi fare un piano generale, ma in linea di massima la tattica è aspettare ed essere pronti a spingere quando è necessario.
EM-HD: La tattica è molto importante. Nelle tappe lunghe e piatte è fondamentale essere vicini al nostro team più forte per aiutarli. Anche per essere lì nel caso di necessità o di problemi meccanici.

Avete cambiato setup per le diverse tappe
HB-JD: No. Il setup che abbiamo scelto è quello “base” per un evento marathon.
EM-HD: No, solo il modello e la pressione delle gomme.
  
Quali sono stati i momenti migliori e peggiori di questa edizione
HB-JD: Il momento migliore è stata la partenza davvero buona che abbiamo avuto: nessun grande problema nella prima metà. Poi abbiamo avuto qualche guaio meccanico e qualche momento difficile che non ci hanno permesso di salire sul podio.
EM-HD: La cosa migliore è stata stare nel primo gruppo sentendosi veramente bene, mentre la peggiore sono stati i problemi di stomaco della sesta tappa. Alla fine non siamo potuti ripartire nella settima tappa e purtroppo non possiamo considerarci finisher di questa edizione.
Momenti divertenti invece
HB-JD: Abbiamo scoperto che Morcillo non ha idea di come funzioni una lavatrice. Probabilmente ha una moglie che si prende cura di lui a casa. Abbiamo anche scoperto che le lasagne di Marc (fisioterapista & Chef) sono le migliori del mondo e che non si trova il tiramisù in Sud Africa.
EM-HD: Gareggiare con Hugo. Era la sua prima volta e tutte le volte mi chiedeva consigli e aveva domande su come affrontare al meglio le tappe. Abbiamo passato anche dei bellissimi momenti nel nostro quartier generale. Sono stati 10 giorni belli, con un’atmosfera davvero positiva.
Quanto serve al corpo per recuperare da una gara come la Cape Epic?
HB-JD: Due settimane e dodici bottiglie di vino.
EM-HD: Di solito servono circa tre settimane per essere di nuovo al 100%.
  
Per finire.. quanto è stato più semplice correre con le Red Zone Carbon
HB-JD: È stata una passeggiata al parco in un pomeriggio soleggiato grazie alle nostre ruote! A parte gli scherzi, avere delle ruote di cui ti puoi fidare e con cui ti senti a tuo agio fa una grandissima differenza quando c’è da attraversare la giungla africana!
EM-HD: Siamo davvero felici delle ruote! Non abbiamo avuto nessun tipo di problema e scorrono che è un piacere.
 
Grazie ragazzi per il vostro tempo e in bocca al lupo per il resto della stagione!
 
 
Fotografie di Nick Muzik, Sam Clark, Gary Perkin e Simon Pocock